Una piccola recensione del libro Seta di Alessandro Baricco

Al’inizio Seta sembra essere un libro semplice, divertente, e leggero. Ma non e’ vero. Seta e’ un libro che include temi semplici e anche sfumature, cose divertenti e serie, e finalmente cose sembra siano leggere ma in realita’ sono profonde.

Il libro riguarda una cittadina di campagna francese durante l’Ottocento che deve produrre la seta cosi’ tutti possono sopravivere. Un ragazzo, si chiama Herve Joncour, e’ il loro mercante segreto; e lui va in Giappone a comprare i bachi di seta speciale cosi’ la sua cittadina di campagna puo’ essere ancora piu’ ricca.

Mentre Herve Joncour sta in Giaoppone lui incontra un uomo, di nome Hara Kei, con molto potere: un villaggio intero vive per la sua comodita’. Inoltre, Herve Joncour vede una ragazzina strana e bellisima: si veste come una ragazzina giapponese ma in realita’ e’ una bianca europea. Questa situazaione – Herve Joncour, Hara Kei, e la ragazzina – fa sentire a Herve Joncour tante cose strane ma anche incantevoli. Tuttavia, alla base di questi rapporti c’e’ una certa inquietudine perche’ Hara Kei e’ un uomo con tanto potere che include molti servi, armi, e ricchezze.

I temi della storia sembrano riguardare le cose conosciute e sconosciute, la bellezza e la diversita’, la fedelta’ e il tradimento, il paese natale e il luogo affascinante alla fine del mondo.

4 Risposte

  1. ma sai scrivere??????la palese struttura paratattica denota una scarsa proprietà di linguaggio, oltre ad una profonda inadeguatezza lessicale nell’approccio all’analisi della vera letteratura italiana.

  2. Carissimo,

    per citarti, ma sai leggere? Joe è americano, e sta studiando italiano: mi pare alquanto improbabile che raggiunga in pochi mesi il livello di esattezza e “italianità” che solo un madrelingua può avere.
    Per piacere evita di usare strutture volutamente convolute nel mero tentativo di criticare senza proporre alcun suggerimento per migliorare il testo – il confronto costruttivo è lo scopo di questo blog, non il ‘flaming’ fine a se stesso.

    Ora, leggendo ciò che sostieni, mi pare abbastanza arrogante che tu ti faccia portavoce della “vera” letteratura italiana, aggettivo abbastanza infelice nella frase che hai usato. Joe ha apprezzato Baricco e ha espresso la sua preferenza in un testo che sinceramente mi pare ben fatto – insegno italiano negli Stati Uniti e so quanto possano essere terribili le composizioni degli studenti.

    Volendo continuare, la “palese” struttura paratattica è un costrutto che non userei – ma non vorrei tacciarti di ’scarsa proprietà di linguaggio’!

    In conclusione, se vuoi criticare senza portare un minimo di rispetto forse dovresti utilizzare una lingua più accessibile e mostrarti più aperto al dialogo, commenti come il tuo non servono a nessuno.
    Sono certa che la tua produzione scritta in inglese non è lontanamente paragonibile a quella di Joe; cercare di frustrare così ogni piacevole sforzo straniero di comunicare nella nostra bella lingua è decisamente da evitarsi.

    Grazie

  3. D’accordo con Camilla! Oltretutto, tanto per citarla, caro Prof. Morbioli: “ma sai scrivere??????la palese…” andrebbe scritto in corretto italiano come segue: “Ma sai scrivere? La palese…”
    Insomma, signor professore, per lei non esistono punteggiatura, uso corretto delle maiuscole e spazi tra le parole?
    E se non conosce la grammatica elementare italiana, come può parlare di “vera letteratura”?

  4. solo voi perdete tempo kn i libri ma km fate???

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